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Le arti marziali interne

Le arti marziali interne sono ormai molto apprezzate e praticate, numerosi studenti, traslano dopo diversi anni di pratica dalle arti marziali esterne a quelle interne, come una loro evoluzione, e l’idea a mio avviso è giusta e logica.

Tra le arti marziali interne quelle più celebri e considerate i pilastri portanti sono senza dubbio il Tai Chi Quan, il Ba Gua Zhang e lo Xing Yi Quan.

Il Tai Chi Quan è sicuramente il più ricercato, che sia lo stile Chen o lo Yang, molti sono i punti in comune tra loro, così come molti altri ai giorni nostri sono diametralmente opposti, sia come studio e metodo di pratica, che come esperienza, ricerca ed obiettivo.

Tuttavia ho notato con dispiacere quanta essenza di queste straordinarie discipline è andata persa, e quanta essenza ormai persa non venga più ricercata, dando così spazio alla forma, dando attenzione a pratiche davvero poco utili e pragmatiche per la propria crescita ed evoluzione concreta.

ATTENZIONE: io per primo pratico e utilizzo anche le forme per i miei studi e allenamenti, le forme sono strumenti importanti, ma ricordiamoci che sono appunto degli strumenti, dei contenitori che per renderli importanti e realmente utili, vanno “riempiti”.

Il cuore degli stili interni

Esattamente come un’autovettura, che si costruisce giorno dopo giorno, sino a renderla bella, splendente, magari con delle belle gomme, dei bei cerchi in lega, con i vetri oscurati. Se apriamo il cofano motore, il motore c’è? E se in alcuni casi vi è anche il motore, quanto è potente? È un motore che rende onore a tutto il complesso esterno dell’auto? Vi sembrerebbe onesto e coerente possedere una Ferrari con al suo interno il motore di una Panda?

Ciò che vedo è sicuramente il grande interesse di moltissimi praticanti uomini e donne ed insegnanti nel praticare le arti marziali interne, anche l’esecuzione delle forme e dei movimenti sono esteticamente ben eseguiti, ma imparare e attuare il loro aspetto interno e profondo è tutt’altra cosa.

Raramente ho visto praticare uno stile interno realizzando tutti i suoi principi, come per esempio il movimento detto “pieno”, unità e connessione con tutta la struttura fisica, alternanza di pieno e vuoto, manifestazione dei movimenti elastici ed esplosivi e soprattutto la coltivazione dello Yi (intenzione), troppo spesso fraintesa come aspetto meditativo e astratto.

Questo porta diversi praticanti negli anni a cambiare stile di Tai Chi Quan, o addirittura a cambiare stile interno, per poi rendersi forse conto che il problema non era nel movimento della forma, dal numero di posizione della stessa, o di alcuni esercizi o addirittura in incomprensibili teorie, ma dalla mancanza di ciò che io amo chiamare il CUORE centrale di tutti gli stili interni. Ovvero il metodo “chiave” per accedere con la propria consapevolezza all’essenza della costruzione e trasformazione della propria forza interna.

Errori nel Kung Fu

Ma vediamo quali sono i 6 errori nel kung fu che non consentono di progredire ed evolversi concretamente nelle arti marziali interne:

  • Eseguire le forme aspettando che accada qualcosa
  • Ricercare e pensare di sviluppare la propria energia interna ricercando sistemi teorici e astratti
  • Confondere la pratica interna costituita da sistemi e principi scientifici (quasi persi) con metodi che in realtà ci fanno fare più ginnastica o movimenti fine a sé stessi.
  • Ricevere feed back fittizi di miglioramento da un “maestro” anziché dalla nostra sana consapevolezza e soprattutto percezione.
  • Allontanarsi sempre di più dai sistemi essenziali e cardini degli stili interni del kung fu, spesso a conoscenza di pochi maestri, e allenare solo il “contenitore vuoto”.
  • Credere che il proprio progresso venga meno per colpa della propria poca predisposizione allo stile, anziché a causa di errati ed inutili allenamenti.

Questi elencati sono i principali errori nel kung fu che vedo ogni giorno tra i praticanti.

 

La pratica dello Zhan Zhuang

Tra i metodi indispensabili, quasi del tutto persi in ogni parte del mondo, troviamo la pratica dello Zhan Zhuang. Probabilmente in questo momento qualcuno starà dicendo tra sé e sé: “Ma io pratico zhan zhuang, e vedo diverse persone praticare questa tecnica”.

Infatti anche questa cosa crea non poca confusione. Quando dico che l’allenamento dello zhan zhuang si è quasi totalmente perso, non intento la posizione nel suo aspetto esteriore, molti praticanti di Qi gong la utilizzano, io per primo in passato la praticavo, ma in modo scorretto o comunque senza permettere a tutto il mio corpo di attingere alla sua sostanza e quintessenza.

Grazie al Maestro Wang Xiangzhai, detto “il grande riformatore del Kung Fu” fondatore dell’Yi Quan (leggi l’articolo che cos’è l’Yi Quan) , attraverso un arduo e lungo lavoro di ricerche e confronti, andò a rievocare quelli che erano gli antichi e autentici valori che componevano il vero Kung Fu, in ogni suo aspetto, dall’efficacia marziale, alla costruzione e trasformazione della forza interna e del movimento unitario del corpo, alla coltivazione dello “Yi” coltivazione del proprio pensiero e visualizzazione attiva, per una mente forte che si tramuta in forza spontanea nel nostro corpo.

Per molte scuole e praticanti è innegabile non dare grande importanza ad uno di questi elementi necessari, spesso totalmente trascurati fino a poco tempo fa, per la propria progressione e quella dei propri allievi, e la pratica dello zhan zhuang viene così ogni tanto praticata, un po’ come per dire “tranquilli anche noi facciamo l’antica e valida pratica dello zhan zhuang”.

 

Ma le domande importanti da farsi sono:

È davvero corretta la pratica dello zhan zhuang che viene proposta?

– Per quanto tempo e come viene praticata?

– È ben compresa nel suo insieme?

Riuscite a percepire il movimento nel non movimento?

– Ha dato i suoi frutti?

Viene trasmesso il principio “Hunyuan li”? (forza manifestata unita e sferica)

Infatti lo zhan zhuang principale dell’Yi Quan è appunto lo “Hun yuan zhuang” (forza completamente unita e sferica), conosciuto anche come cheng bao zhuang.

Non riesco a esprimere a parole la grande ricchezza della pratica e studio dello Hun Yuan Zhuang, nel suo aspetto più veritiero. Compreso e percepito bene questo elemento prezioso, si avrà una totale differente visione sugli stili interni. Dopo già poco tempo di pratica corretta, si accederà a risultati eccezionali.

Questo è soltanto una parte del sistema autentico ed onesto che intendo trasmettere a coloro che vogliono imparare.

Marco Gamuzza

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